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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
politica estera
4 settembre 2008
Sarah Palin, il vicepresidente-rottweiler


Immaginate cosa debba significare essere Bristol, la figlia 17enne di Sarah Palin. Fino a una settimana fa, pensavate che lo stress maggiore della vostra vita sarebbe stato quello di dire alla vostra deliziosa mamma anti-abortista di essere rimaste in cinta così giovani. Poi gliel’avevate detto, e la cosa era passata: non avreste potuto abortire in nessun caso, ne andava della carriera politica di mammà. Ma quando mammina ha accettato la nomination come vicepresidente degli Stati Uniti, è tornata in camera vostra e vi ha detto: "Ho deciso. Io mi candido, tu annunci la tua gravidanza al pianeta, quindi dichiari di voler tenere il bambino, ti sposi con l'idiota che ti ha messo una pagnotta nel forno, e lo fai venire alla convention repubblicana ben vestito, per dio".

Più o meno la chiacchierata in famiglia deve essere andata così. Abbiamo dubbi solo sul pronunciamento di dio in vano, che formalmente in casa Palin si può formulare solo nelle preghiere ad alta voce, quando si tengon tutti per mano davanti al pasto, per ringraziare il Signore di tanta abbondanza.

Ma in realtà, è duro essere qualunque membro della famiglia di Sarah Palin.

Sì, perché il governatore dell'Alaska, il candidato alla vicepresidenza più abile, vibrante aggressivo, grintoso ed estremista che si ricordi in molti anni, ama usare ogni singolo parente per sottolineare col cazzotto l'idea, per citare un estimatore della governatrice, Francesco Storace.

E infatti, quello che la Palin ha appena finito di fare dal palco della convenzione repubblicana di Dayton, Ohio, è stato uno sfruttamento scientifico e studiato di ciascun parente di primo e secondo grado. Ha cominciato con la figlia Bristol, di cui ormai sappiamo lo stato interessante dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno e molto oltre. Poi ha continuato col figlio appena diciannovenne: “Domani, mio figlio Track si arruolerà nell’esercito americano e vestirà l’uniforme del suo Paese per andare a fare la guerra in Irak. Sono così orgogliosa di lui, come sono orgogliosa anche di mio nipote, che sta già servendo l’America in Irak nella stessa uniforme”. Cuore di mamma. Ci mancava solo che aggiungesse: “E magari moriranno tutti e due da eroi!”, fiera e con la schiena dritta, ché le mamme reazionarie dell’Alaska mica piangono se il figlio o il nipote muoiono nella divisa a Stelle e Strisce.

 

Ma l’indomita Palin non si è fermata qui. Ha citato dal palco il nome di tutti gli altri parenti: le tre figlie Bristol, Willow e Piper (che si chiama come un aeroplanino, che tenera) e quest’ultima ha eseguito alla lettera il copione impartitole a casa da mamma: “A un certo punto del mio discorso d’accettazione, tu prendi in braccio da papà tuo fratello down, e lo coccoli un po’; vedrai quanti applausi”. E il pezzo forte, il figlio down Trig, avuto a 44 anni e fatto nascere nonostante l’amniocentesi avesse avvertito: “Sindrome di Down”. Questo delizioso bimbo è il vero trofeo di casa Palin. Lei, la prima candidata vice-presidente del Partito Repubblicano, sottolinea il dato con dedizione: “E la nostra famiglia è stata benedetta dalla nascita del più perfetto dei figli possibile, Trig, appena questo aprile”. Le telecamere si spostano sul marito che ha in braccio il bimbo, la convention salta in piedi ad applaudire: è luna di miele. L’ultima frase è per lui, il maritino conosciuto sui banchi di scuola: “E dopo due decenni e cinque figli, siamo ancora innamorati come un tempo”.

 

Sarah Palin ha poi parlato un po’ anche di politica, oltre che della sua famiglia. Ha sottolineato quanto inadeguato sia Obama, più che come candidato alla presidenza, come politico e –chissà- forse anche come essere umano. Ha elencato le magnifiche e reazionarie sorti di John S. McCain, “l’unico uomo di queste elezioni che abbia mai combattuto per l’America”.

 

Se Obama è uno dei migliori retori di sempre, la Palin non è da meno. Esibisce tutta la grinta di cui dispone, azzanna il suo pubblico con battute sottili e anche divertenti,


"Sapete qual è la differenza tra una mamma-hockey e un pitbull? Rossetto".



schernisce i suoi avversari annichilendoli sotto una gragnola di denigrazioni d’ogni livello, anche sotto la cintura. Palin gestisce il palco come un’erinni, affabula e fa sognare il suo pubblico, rivendica le sue origini umili, il suo essere una donna della classe media, una "hockey-mom", appunto, proveniente da una piccola cittadina, una realtà rurale, uno Stato nordico e poco popoloso.


Margaret Wente, del Globe and Mail l'ha chiamata "Un Dan Quayle con la permanente" e mai giudizio è stato più sbagliato. Questa donna, signori, è una schiacciasassi, altro che l'imbranato Dan Quayle. Citizen Crain è d'accordo col mio giudizio. Sarah Palin è la perfetta incarnazione della Destra estrema americana, la Destra reazionaria, la Destra anti-abortista e creazionista, la Destra pro-petrolio, la Destra anti-gay e anti-liberal, anti-diritti civili e anti-tutto. La Destra sempre col fucile Winchester sopra al camino o tra le braccia, che difende il proprio ranch da dietro le tendine a scacchi colorati, la Destra che non ha studiato in prestigiose università e se ne vanta, la Destra che considera ogni straniero una minaccia, la guerra come l'unica soluzione e la vittoria l'unica opzione possibile.

 

“L’Alaska è un grande Stato, ricco di petrolio. E compatrioti americani, l’America ha bisogno di affrancarsi dal petrolio straniero. Come governatore dello Stato io ho fatto costruire un oleodotto di 4000 km per portare energia a tutti gli Stati Uniti” e in culo agli ecologisti e all’ambiente, per Dio.

 

McCain, questo blog lo ha sempre detto, è un politico esperto, un eroe di guerra, un brav’uomo con idee a volte troppo conservatrici. Ma tutto sommato è un uomo per bene, solo col vizietto del muovere guerra a destra e manca come soluzione di ogni problema, e una grande lacuna di politica economica, che si pensava sarebbe stata colmata dalla vicepresidenza di Romney. Però con McCain una persona progressista ci parla, ci ragiona. Se lui fosse eletto presidente, non sarebbe la fine del mondo. Non sarebbe necessario emigrare dagli Usa, come hanno annunciato invece diversi VIP di Sinistra. Ma e se poi, una volta eletto, McCain dovesse morire, complici i 72 anni? Diventerebbe presidente degli Stati Uniti lei, the creationist devil, come la vede Mauro Biani.



 

Sarah Palin, tuttavia, è l’anima del nuovo Partito Repubblicano. È lei la vera macchina da guerra elettorale, che porterà milioni di repubblicani duri e puri, estremisti, teo-con, neo-con al voto, soprattutto nell’Ovest e nei terribili “Fly-over-states”. Non più contro Obama, non ancora per McCain. Ma convinti per Sarah Palin, il rottweiler della politica americana del XXI secolo, il Mike Huckabee in gonnella e con un look decisamente più fresco e accattivante. Colei che, se arriverà alla Casa Bianca, farà vedere i sorci verdi alle Sinistre di tutto il mondo. "Dan Quayle con la permanente", tzè, questa fa un culo così a tutti e i Dan Quayle se li mangia a colazione due alla volta.


E cari miei, se questa donna arriva dove vuole arrivare e dove non deve arrivare, occorrerà emigrare, sì, ma dal pianeta Terra.

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Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

Arieccolo:



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QUARTA RISTAMPA,
Vincitore del Premio
quale "miglior libro
gay dell'anno 2005".
In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
non mi ha ancora
pagato i diritti d'autore.
La causa con la peQuod
è stata iniziata nel 2007

e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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